I migliori oli toscani

OLYMPUS DIGITAL CAMERAOgni anno  la Regione Toscana promuove un concorso per selezionare i migliori oli extravergine prodotti in regione nella raccolta immediatamente precedente.

Quest’anno ne sono stati selezionati 42 (vedi l’elenco complessivo) e in quest’ambito sono 5 quelli che hanno ottenuto la menzione speciale di eccellenza nella categoria “Origine”, cui si aggiungono i 3 migliori “Bio” (che in 2 casi si sovrappongono ai precedenti) e 3 “Monocultivar”.

Ecco il top della produzione toscana Selezione Origine:

Nella categoria Selezione Bio, accanto al FONTE DI FOIANO e al FRANTOIO FRANCI già menzionati, troviamo

  • LA RANOCCHIAIA con il Chianti Classico Dop – San Casciano in Val di Pesa (FI).

La categoria Monocultivar vede ancora trionfare il Frantoio Franci insieme a:

  • FRANTOIO FRANCI con la Cultivar Frantoio Toscano Igp – Montenero d’Orcia Castel del Piano (GR);
  • LA PODERINA TOSCANA DI DAVIDE BORSELLI con Oro Cultivar Olivastra Seggianese, Seggiano Dop – Montegiovi Castel del Piano (GR);
  • NONNO ADAMO con L’olio di Nonno Adamo Cultivar Olivastra Seggianese, Seggiano Dop – Grosseto.

Ci sono poi tre aziende che con i loro oli hanno vinto la categoria dei più ricchi di biofenoli, e sono:

Ricordo che tutti e 42 gli oli extravergini di oliva che rappresentano l’eccellenza in Toscana per il raccolto 2017 e che per quest’anno sono ambasciatori della produzione olearia regionale sono stati scelti fra i campioni presentati alla “Selezione regionale degli oli extravergini di oliva 2018” promossa dalla Regione Toscana con la collaborazione di Promo Firenze, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze.

“La Selezione – ha evidenziato l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi – ha dimostrato ancora una volta il livello di eccellenza delle nostre produzioni anche in un anno, il 2017, fortemente condizionato dalla siccità. Le produzioni hanno risentito delle avversità atmosferiche, ma la qualità è stata comunque salvaguardata e il fatto che ben 42 oli abbiano superato la prova della selezione lo dimostra.  Ora – ha aggiunto Remaschi – questi oli avranno due compiti importanti: quello di rappresentare al massimo livello tutta la nostra produzione sui mercati mondiali da una parte e di stimolare lo sforzo delle imprese olivicole al continuo miglioramento della qualità del prodotto dall’altra.”

Olio extravergine Dop e Igp: la selezione

Alla selezione hanno potuto partecipare tutti i produttori toscani di oli extravergini di oliva certificati in una delle 5 Dop e Igp registrate per la Toscana. Ogni impresa aveva la possibilità di partecipare con un massimo di 2 oli. Per effettuare l’analisi sensoriale sui campioni, necessaria alla realizzazione della selezione, è stata costituita un’apposita Commissione regionale di assaggio che ha valutato gli oli.

I 42 oli selezionati rappresentano dunque il meglio della produzione regionale per l’ultima campagna olearia, ottenuta attraverso una particolare attenzione dedicata dalle aziende alle fasi di coltivazione, raccolta, trasformazione, conservazione e confezionamento del prodotto.

Il positivo lavoro svolto ha consentito la pubblicazione del relativo catalogo, sia in lingua italiana che in lingua inglese, che raccoglie tutte le schede descrittive di ogni olio selezionato e che rappresenta uno strumento di valorizzazione per tutte le aziende produttrici che hanno superato la selezione, ma anche un canale prezioso per diffondere, sia in Italia che all’estero, la corretta conoscenza dell’olio d’eccellenza toscano.

Olio extravergine Dop e Igp: le caratteristiche

Il patrimonio olivicolo regionale è formato da oltre 15 milioni di piante, delle quali più del 90% è costituito da poche varietà: frantoio, moraiolo, leccino, maurino e pendolino. Negli oliveti toscani sono comunque presenti anche numerose altre varietà minori che sono state censite e studiate attraverso approfondite indagini. Si tratta di un immenso patrimonio genetico, selezionato e riprodotto localmente nel corso dei secoli, che forma con l’ambiente naturale un insieme inscindibile. In questo contesto in Toscana nasce l’olio extravergine di oliva, con il suo gusto inconfondibile.

Olio extravergine: la produzione

In Toscana sono oltre 50.000 le aziende produttrici di olio extravergine di oliva, su oltre 91.900 ettari, delle quali il 3,7% applica il metodo di produzione biologica distribuita su oltre 8.300 ettari. La produzione 2017 si è attestata attorno ai 140.000 di quintali, con un valore della produzione regionale di circa 132 milioni di euro (4,9% sul valore della produzione agricola regionale), dati che possono subire forti variazioni di anno in anno in base alle condizioni climatiche che si riflettono poi sul prezzo di mercato.

Tra i numeri del mondo olivicolo occorre ricordare anche i frantoi in attività (sono circa 350), gli assaggiatori d’olio (oltre 700) e il vivaismo olivicolo (quest’ultimo, concentrato prevalentemente a Pescia, rappresenta una quota rilevante della produzione nazionale.

Consistente anche la quota di olio biologico: circa 7.000 quintali prodotti da 1.860 aziende su una superficie di 8.338 ettari.

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Toscana buongustaia (6), i dolci

Eccoci giunti all’ultima puntata di questa lista gourmet tutta declinata in toscano ed è la volta dei dessert. È vero che non sono i dolci la prima cosa che viene in mente quando si pensa alla cucina toscana (e neanche la seconda o la terza), ma esistono dolci tipici anche qui.

Ricetta-Panforte

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Toscana buongustaia (4), i secondi

fiorentina-rosticciana-pecorinoEntriamo oggi nel regno dei secondi di carne, che sono da sempre un perno della cucina toscana, quanto meno per quanto riguarda la famosa bistecca (possibilmente di manzo di razza chianina) che da sempre è la regina della tavola a Firenze e dintorni, non a caso spesso viene chiamata “fiorentina” e basta. Tratta dalla lombata di manzo, deve essere servita con l’osso, dalla classica forma di T (in inglese è detta infatti T-bone steak).

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Toscana buongustaia (3), testaroli, cacciucco e lampredotto

Testaroli-cacciucco-lampredottoTerza puntata per la carrellata di prelibatezze della cucina toscana. Oggi è la volta dei Testaroli della Lunigiana, un’antichissima pasta porosa di acqua e farina, del Cacciucco alla livornese, la tipica zuppa di pesce povero, e del Lampredotto, che è un parente prossimo della trippa, classico ingrediente dello street food fiorentino ante litteram.

Abbiamo visto nella prima puntata Crostini toscani, Ribollita e Pappa al pomodoro e nella seconda Panzanella, Gnudi e Pappardelle al sugo di cinghiale. Eccoci pronti per i piatti di oggi. Senza dimenticare di ringraziare Chiantilife, preziosa fonte di questa lista del gourmet.

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Toscana buongustaia (2), i primi piatti

stile-country-per-la-cucina-in-legnoEd eccomi qui a presentare un nuovo trittico di deliziosi piatti della cucina toscana, sempre seguendo l’articolo di Chiantilife (ci tengo a sottolineare che la paternità di questo articolo non è mia).

La settimana scorsa avevamo visto il re degli antipasti toscani, i crostini di fegatini di pollo (detti semplicemente crostini toscani), e poi le due zuppe più tipiche: la pappa al pomodoro e la ribollita. Per chi vuole rinfrescarsi le idee basta leggere qui. Oggi proseguiamo con tre immancabili primi piatti.

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Toscana buongustaia (1), crostini e zuppe

FoodQuesto articolo non è mio, ma è uscito su Chiantilife lo scorso settembre. Mi è piaciuto molto, perché offre uno spaccato di quelli che sono i principali piatti della cucina toscana nonché cibi toscani prelibati, assolutamente da provare almeno una volta nella vita.  La Toscana è piena di prodotti tipici, tutti unici e significativi.  Inoltre, se la Toscana è da sempre vista come la patria della carne (vedi salumi e bistecca fiorentina) in realtà questa stupenda terra è piena di golose sorprese adatte anche a vegetariani e vegani.

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