Sicilia en Primeur 2018 parte in quarta

La manifestazione Sicilia en Primeur è una delle più belle del panorama italiano di settore, complici diversi fattori: in primo luogo la qualità del vino siciliano in costante crescita, poi la bellezza e varietà del territorio viticolo che ti portano a visitare per i primi tre giorni, quindi il meraviglioso spirito di accoglienza dei siciliani e, non ultimi, la perfetta organizzazione curata da Sopexa Italia e l’impeccabile logistica di JustSicily.

Questa edizione 2018 ha superato se stessa fin dalle prime ore. Infatti se si voleva trovare una nota negativa, la si doveva cercare nella prima giornata, quando i diversi orari di arrivo della stampa accreditata costringevano i primi (tra cui la sottoscritta) a lunghe attese, sebbene in un bell’albergo.

Quest’anno, per riempire l’attesa, l’organizzazione ha sfoderato una bellissima idea: un cooking show delle Signore della Cucina Menfitana, un’associazione di mamme e nonne che rappresentano la comunità tradizionale del territorio di Menfi e si sono date il compito di tramandare i piatti della cucina territoriale. Ci hanno stupito con la loro semplicità e la perfetta manualità figlia di gesti antichi.

Ci hanno proposto tre piatti: i maccaruna, pasta fatta a mano con farina biologica tipo Perciasacchi, un grano molto antico milito a pietra, il tutto condito con olio extravergine e vastedda del Belice, un formaggio di pecora a pasta morbida.

Le-Signore-della-Cucina-menfitana

Quindi l’ovu ‘ncannulato, un dolce povero fatto con una sorta di frittatine sottilissime, ripiene di ricotta condita con zucchera, limone grattugiato e cannella, e arrotolate: in pratica le antenate dei cannoli.

Per finire i pizziati, dolci di pasta frolla fatta con farina biologica, zucchero, uova e olio extravergine, farciti con un impasto di marmellata di fichi, mandorle tostate, miele e scorza d’arancia.

Se il buongiorno si vede dal mattino… Grande #SiciliaEP18!

 

Gestire un ristorante di successo: la ricetta di Filippo La Mantia

“ALLEGRIA, POSITIVITÀ, CORDIALITÀ, SEMPLICITÀ E DETERMINAZIONE”Filippo-LaMantia-chef
I consigli del cuoco Filippo La Mantia al 7° Master in Management della Ristorazione della Business School del Sole 24 Ore

42 dipendenti, 200 coperti ogni domenica, oltre 2.000 metri quadrati di spazio, 100 coperti di media ogni sera: questi i dati del successo di Filippo La Mantia – Oste e Cuoco, il ristorante milanese del cuoco siciliano che ha cominciato a cimentarsi tra i fornelli già a 14 anni. Ma quali sono le competenze tecniche e manageriali da sviluppare per ottenere un successo simile a quelli di Filippo La Mantia? Continua a leggere

Toscana buongustaia (2), i primi piatti

stile-country-per-la-cucina-in-legnoEd eccomi qui a presentare un nuovo trittico di deliziosi piatti della cucina toscana, sempre seguendo l’articolo di Chiantilife (ci tengo a sottolineare che la paternità di questo articolo non è mia).

La settimana scorsa avevamo visto il re degli antipasti toscani, i crostini di fegatini di pollo (detti semplicemente crostini toscani), e poi le due zuppe più tipiche: la pappa al pomodoro e la ribollita. Per chi vuole rinfrescarsi le idee basta leggere qui. Oggi proseguiamo con tre immancabili primi piatti.

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Vai ad Austin? Non perderti La Barbecue

La Barbecue 01di Silvia Pelucchi Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare dalla capitale del Texas, Austin ha poco della città di frontiera, patria dei cowboy e delle città fantasma. I suoi grattacieli sono eleganti e glaciali come quelli di New York, le sponde del Colorado River, che la attraversa, sono verdi di alberi piuttosto che rossicce e fangose, e il centro cittadino è pieno di locali con band che suonano dal vivo. Non si tratta di una città polverosa sotto il sole cocente del sud, ma di una metropoli di notevole estensione brulicante di vita – e perfettamente consapevole di esserlo. È sede di una delle migliori università pubbliche degli Stati Uniti, e una delle città più acculturate del Paese, con una forte tradizione teatrale e cinematografica sfogata tramite festival e stagioni impressionanti – ed è una città che ha cocciutamente tenuto fede al suo autoproclamato motto “Keep Austin weird” = “Continuate a rendere Austin bizzarra”, nato in rivolta alla cultura consumeristica e corporativista a favore di piccole imprese locali. Continua a leggere