È nato WineFi24

HP-portale-WineFiChi mi segue su questo blog potrebbe essersi chiesto il perché di questo prolungato silenzio, di questa latitanza. È presto detto. Negli ultimi mesi oltre che su DoctorWine come caporedattore, ho profuso il mio impegno in un altro progetto, che riguarda il turismo enogastronomico. Con un gruppo di amici abbiamo creato e lanciato WineFi24.

Clicca, viaggia, conosci, degusta: sono le parole d’ordine attorno alle quali è nato WineFi24, un progetto innovativo pensato per l’enoturista, che si occupa di diffusione della cultura e della produzione enogastronomica italiana indispensabile per chi ama viaggiare con consapevolezza. Un portale che permette agli utenti di conoscere le diverse aziende presenti attivamente sul territorio e le caratteristiche dei territori in cui i prodotti eno-gastronomici nascono e affondano le loro radici; non solo radici biologiche, ma anche storiche e culturali.

Accanto al portale è stata sviluppata un’App interattiva (per Android e iOS) che geolocalizza l’utente e gli mostra le aziende che si trovano nei suoi paraggi, in un raggio di azione a sua scelta, nonché i prodotti e i servizi che queste aziende offrono ai loro ospiti, dalla visita in cantina alla vendita diretta, dalla degustazione guidata alle serate a tema, dalla ristorazione a una vera struttura ricettiva. Così l’utente può entrare in contatto con le migliori strutture del territorio in tempo reale, con un semplice clic.

Per un’esperienza a 360° WineFi24 offre anche un negozio on line, che permette di ordinare comodamente da casa quanto di buono degustato durante il proprio viaggio. E se il viaggio lo si è fatto solo con gli occhi… ragione in più per farsi arrivare direttamente a casa i prodotti su cui si è fantasticato.

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Insomma un progetto ampio e in continua crescita, che ha l’obiettivo di offrire a tutti uno strumento semplice e intuitivo per permettere di conoscere meglio prodotti e territori, organizzare viaggi enoturistici e comprare vini e prodotti tipici del territorio comodamente da casa, avendo a disposizione le più importanti informazioni sul mondo del vino e della gastronomia italiani.

In sintesi WineFi24 mette a disposizione:

Per il Produttore:
 Uno spazio vetrina all’interno del quale presentare la sua azienda, i suoi vini e tutti i prodotti e servizi offerti;
 Un e-shop all’interno del quale vendere i suoi vini senza vincoli di prezzo;
 La possibilità di reclamizzare tutti gli eventi e le novità proposte attraverso spazi pubblicitari dedicati.

Per l’Appassionato:
 La possibilità di trovare le aziende in base alla propria posizione;
 La capacità di visualizzare tutte le caratteristiche e le offerte delle cantine;
 L’opportunità di pianificare un viaggio completo di tour eno-gastronomici e visite in cantina;
 Il vantaggio di acquistare i vini degustati comodamente da casa.

Sono personalmente garante della qualità di tutte le specifiche a disposizione. Spero che, almeno per curiosità, vi scarichiate la App e mi facciate sapere cosa ne pensate.

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I mille volti del caffè estivo

gelato-al-caffèAvete voglia di caffè, ma le calde temperature vi frenano? Niente paura. Con l’arrivo della bella stagione, l’irrinunciabile bevanda nera è pronta a cambiare veste e a trasformarsi in originali versioni fredde, per rendere le nostre giornate meno bollenti. Tra lo shakerato, il gelato e il frappè, sono tante le varianti che si possono preparare, a partire dal mattino fino a sera, per il dessert del dopocena.

A suggerire alcune idee da realizzare facilmente a casa con moka, frullatore e shaker, è lo storico Gran Caffè Gambrinus di Napoli, che in quasi 160 anni di storia, ha servito ben 200 milioni di tazzine, conquistando re, regine, politici, attori e calciatori come Maradona.

Michele Sergio, uno dei titolari dello storico locale che affaccia su piazza del Plebiscito, spiega: “Con le calde temperature estive si rinuncia a una giacca, a un pranzo più saporito, a un bicchiere di vino o a una passeggiata ma, si sa, mai a un buon espresso. caffè-freddoProprio per questo, nel corso degli ultimi anni, sono state create numerose varianti della classica tazzulella ‘e café, tutte realizzabili in poco tempo a casa. Così ci si rinfresca, senza interrompere le irrinunciabili abitudini quotidiane, soprattutto dei napoletani”.

La cosa più semplice da fare è il Caffè freddo: si versa il caffè tiepido in una bottiglia di plastica e la si ripone in freezer. Dopo circa due ore, bisogna scuoterla energicamente fino a quando la bevanda non si presenterà granulosa. Aggiungere zucchero in base al gusto personale.

caffè-shakeratoL’evoluzione più raffinata del caffè freddo è il Caffè shakerato, che prende il nome dallo strumento utilizzato dai barman per preparare i cocktail. Dopo la Seconda Guerra mondiale, molti baristi iniziano a proporlo ai lori clienti shakerando insieme a una tazzina di caffè espresso, il ghiaccio e lo zucchero. Utilizzando questo procedimento si ottiene una bibita cremosa e fredda che mantiene il gusto del caffè tradizionale. Per farlo in casa, mettere nella vaschetta di un frullatore/tritatutto due tazzine di caffè, quattro cucchiaini di zucchero e altrettanti cubetti di ghiaccio. Basta un paio di minuti per montare il tutto e essere pronti a godersi una bibita fresca.

caffè-del-nonnoLa Crema caffè, anche detta Caffè del nonno, risale ai primi anni 2000 e riscuote fin da subito un grande successo. Oggi resta un classico immancabile della caffetteria napoletana e non solo. Il segreto della sua affermazione è nei suoi ingredienti semplici e genuini: la panna, il caffè e lo zucchero. Il risultato è una crema fredda che contrasta l’afa estiva. Basta mettere nel bicchiere del frullatore 170 ml di panna liquida da pasticceria, 30 grammi di zucchero a velo e due/tre tazzine di caffè; frullare tutto con l’ausilio di un frustino elettrico fino ad ottenere una crema. Far riposare in frigo per un’ora, quindi servire versando in un bicchiere di vetro e decorare con un biscottino.

coviglia-al-caffèLa Coviglia al caffè è un semifreddo artigianale, esclusiva della pasticceria locale, rinomata per i gelati e i sorbetti. Simile a un pasticcino, il freddo dessert monogusto viene servito usando dei bicchierini (le “cuviglie” erano contenitori che si usavano in passato per le spume dolci da mantenere al freddo).  Preparare 100 g di albume d’uovo e altrettanti di zucchero, versarli in una ciotola e frullare per tre minuti fino a creare una mousse. Con 180 ml di panna liquida da pasticceria e 30 g di zucchero a velo, attuare lo stesso procedimento. Amalgamare i due composti con un cucchiaio di legno, dopo aver aggiunto il caffè contenuto in una tazzina. Far riposare nel freezer per tre ore. Servire il semifreddo in un bicchiere.

spumone-al-caffèLo Spumone al caffè è un gelato di origine napoletana ma diffuso nel Salento. Citato nella celebre canzone di Renato Carosone “Io, mammeta e tu” ( “Jamm’o bar ‘o Chiatamone, vuo’ ‘o cuppetto o vuo’ ‘o spumone?”), il dessert ha una forma semi-sferica ed è composto da due strati: il primo, più interno, è una sorta di mousse all’uovo. La parte più esterna invece è il vero e proprio gelato, che ha il gusto del caffè.
Per prepararlo in casa, bisogna prima di tutto fare il Gelato al caffè: come ingredienti servono 100 g di panna, 50 di destrosio, 900 di latte, 400 di zucchero e altrettanti di caffè. La preparazione consiste nel mettere tutto in una pentola sul fuoco a 80 gradi e lasciar scaldare. Poi, togliere il preparato e, dopo che si è raffreddato, iniziare a mantecare.
Per completare lo spumane, montare 200 g di panna e metterla in frigo. Unire 100 g di albume e altrettanti di zucchero montati a neve. Preparare due tazzine di caffè. A questo punto, prendere una coppetta e spalmare l’interno di gelato al caffè (se non si ha voglia di prepararlo lo si può acquistare), avendo cura di lasciare spazio al centro per il cuore dello spumone. frappe-al-caffèOvvero il composto di panna, albume e zucchero montati a neve e il caffè delle tazzine, da aggiungere solo dopo aver riposto il contenitore nel congelatore per mezz’ora. Infine, girare la coppa e servire sul piattino.

Anche per il Frappè al caffè la base è il gelato, da preparare in casa o da comprare. Bisogna unire 20 cl di latte a due palline di gelato al caffè in un contenitore. Poi, dopo aver insaporito con qualche goccia di bevanda della moka, mettere tutto nel frullatore e accendere per due minuti.

granita-al-caffèLa Granita al caffè, invece, è molto meno calorica: riempire fino all’orlo una vaschetta con almeno un litro di caffè zuccherato e riporla in freezer per otto ore. A questo punto, con l’utilizzo della grattugia, preparare il proprio dessert.

Eccoci al Caffè cocco: procedere a fare la cremina (12 cucchiaini di zucchero e sei tazzine di caffè) e girare il tutto energicamente. Contemporaneamente preparare un’altra moka e unire entrambi a 180 g di panna liquida, 30 g di zucchero a velo e 90 cl di latte di cocco. Frullare tutto e aggiungere la panna prima di servire.

caffè-coccoIl Caffè mandorla, di origine leccese, nel tempo è diventato un must della gastronomia partenopea. Se la versione pugliese impone di versare un cucchiaino di latte di mandorla nel caffè preparato con la moka, la ricetta napoletana prevede al suo posto, l’aggiunta di cubetti di ghiaccio di latte di mandorla.

Solo due ingredienti per l’Iced cappuccino: ovvero ¼ di granita di caffè e ¾ di latte freddo. Basta unirli e la bevanda è pronta.

espresso-martiniPer finire, facciamo un’incursione nel mondo della mixology con l’Espresso Martini. Shakerare con ghiaccio una tazzina di caffè, 1 cl di kalua, 5 cl di vodka, 0,5 cl di sciroppo di zucchero. Infine, versare la bevanda in una coppetta Martini.

I migliori oli toscani

OLYMPUS DIGITAL CAMERAOgni anno  la Regione Toscana promuove un concorso per selezionare i migliori oli extravergine prodotti in regione nella raccolta immediatamente precedente.

Quest’anno ne sono stati selezionati 42 (vedi l’elenco complessivo) e in quest’ambito sono 5 quelli che hanno ottenuto la menzione speciale di eccellenza nella categoria “Origine”, cui si aggiungono i 3 migliori “Bio” (che in 2 casi si sovrappongono ai precedenti) e 3 “Monocultivar”.

Ecco il top della produzione toscana Selezione Origine:

Nella categoria Selezione Bio, accanto al FONTE DI FOIANO e al FRANTOIO FRANCI già menzionati, troviamo

  • LA RANOCCHIAIA con il Chianti Classico Dop – San Casciano in Val di Pesa (FI).

La categoria Monocultivar vede ancora trionfare il Frantoio Franci insieme a:

  • FRANTOIO FRANCI con la Cultivar Frantoio Toscano Igp – Montenero d’Orcia Castel del Piano (GR);
  • LA PODERINA TOSCANA DI DAVIDE BORSELLI con Oro Cultivar Olivastra Seggianese, Seggiano Dop – Montegiovi Castel del Piano (GR);
  • NONNO ADAMO con L’olio di Nonno Adamo Cultivar Olivastra Seggianese, Seggiano Dop – Grosseto.

Ci sono poi tre aziende che con i loro oli hanno vinto la categoria dei più ricchi di biofenoli, e sono:

Ricordo che tutti e 42 gli oli extravergini di oliva che rappresentano l’eccellenza in Toscana per il raccolto 2017 e che per quest’anno sono ambasciatori della produzione olearia regionale sono stati scelti fra i campioni presentati alla “Selezione regionale degli oli extravergini di oliva 2018” promossa dalla Regione Toscana con la collaborazione di Promo Firenze, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze.

“La Selezione – ha evidenziato l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi – ha dimostrato ancora una volta il livello di eccellenza delle nostre produzioni anche in un anno, il 2017, fortemente condizionato dalla siccità. Le produzioni hanno risentito delle avversità atmosferiche, ma la qualità è stata comunque salvaguardata e il fatto che ben 42 oli abbiano superato la prova della selezione lo dimostra.  Ora – ha aggiunto Remaschi – questi oli avranno due compiti importanti: quello di rappresentare al massimo livello tutta la nostra produzione sui mercati mondiali da una parte e di stimolare lo sforzo delle imprese olivicole al continuo miglioramento della qualità del prodotto dall’altra.”

Olio extravergine Dop e Igp: la selezione

Alla selezione hanno potuto partecipare tutti i produttori toscani di oli extravergini di oliva certificati in una delle 5 Dop e Igp registrate per la Toscana. Ogni impresa aveva la possibilità di partecipare con un massimo di 2 oli. Per effettuare l’analisi sensoriale sui campioni, necessaria alla realizzazione della selezione, è stata costituita un’apposita Commissione regionale di assaggio che ha valutato gli oli.

I 42 oli selezionati rappresentano dunque il meglio della produzione regionale per l’ultima campagna olearia, ottenuta attraverso una particolare attenzione dedicata dalle aziende alle fasi di coltivazione, raccolta, trasformazione, conservazione e confezionamento del prodotto.

Il positivo lavoro svolto ha consentito la pubblicazione del relativo catalogo, sia in lingua italiana che in lingua inglese, che raccoglie tutte le schede descrittive di ogni olio selezionato e che rappresenta uno strumento di valorizzazione per tutte le aziende produttrici che hanno superato la selezione, ma anche un canale prezioso per diffondere, sia in Italia che all’estero, la corretta conoscenza dell’olio d’eccellenza toscano.

Olio extravergine Dop e Igp: le caratteristiche

Il patrimonio olivicolo regionale è formato da oltre 15 milioni di piante, delle quali più del 90% è costituito da poche varietà: frantoio, moraiolo, leccino, maurino e pendolino. Negli oliveti toscani sono comunque presenti anche numerose altre varietà minori che sono state censite e studiate attraverso approfondite indagini. Si tratta di un immenso patrimonio genetico, selezionato e riprodotto localmente nel corso dei secoli, che forma con l’ambiente naturale un insieme inscindibile. In questo contesto in Toscana nasce l’olio extravergine di oliva, con il suo gusto inconfondibile.

Olio extravergine: la produzione

In Toscana sono oltre 50.000 le aziende produttrici di olio extravergine di oliva, su oltre 91.900 ettari, delle quali il 3,7% applica il metodo di produzione biologica distribuita su oltre 8.300 ettari. La produzione 2017 si è attestata attorno ai 140.000 di quintali, con un valore della produzione regionale di circa 132 milioni di euro (4,9% sul valore della produzione agricola regionale), dati che possono subire forti variazioni di anno in anno in base alle condizioni climatiche che si riflettono poi sul prezzo di mercato.

Tra i numeri del mondo olivicolo occorre ricordare anche i frantoi in attività (sono circa 350), gli assaggiatori d’olio (oltre 700) e il vivaismo olivicolo (quest’ultimo, concentrato prevalentemente a Pescia, rappresenta una quota rilevante della produzione nazionale.

Consistente anche la quota di olio biologico: circa 7.000 quintali prodotti da 1.860 aziende su una superficie di 8.338 ettari.

Sicilia en Primeur 2018 parte in quarta

La manifestazione Sicilia en Primeur è una delle più belle del panorama italiano di settore, complici diversi fattori: in primo luogo la qualità del vino siciliano in costante crescita, poi la bellezza e varietà del territorio viticolo che ti portano a visitare per i primi tre giorni, quindi il meraviglioso spirito di accoglienza dei siciliani e, non ultimi, la perfetta organizzazione curata da Sopexa Italia e l’impeccabile logistica di JustSicily.

Questa edizione 2018 ha superato se stessa fin dalle prime ore. Infatti se si voleva trovare una nota negativa, la si doveva cercare nella prima giornata, quando i diversi orari di arrivo della stampa accreditata costringevano i primi (tra cui la sottoscritta) a lunghe attese, sebbene in un bell’albergo.

Quest’anno, per riempire l’attesa, l’organizzazione ha sfoderato una bellissima idea: un cooking show delle Signore della Cucina Menfitana, un’associazione di mamme e nonne che rappresentano la comunità tradizionale del territorio di Menfi e si sono date il compito di tramandare i piatti della cucina territoriale. Ci hanno stupito con la loro semplicità e la perfetta manualità figlia di gesti antichi.

Ci hanno proposto tre piatti: i maccaruna, pasta fatta a mano con farina biologica tipo Perciasacchi, un grano molto antico milito a pietra, il tutto condito con olio extravergine e vastedda del Belice, un formaggio di pecora a pasta morbida.

Le-Signore-della-Cucina-menfitana

Quindi l’ovu ‘ncannulato, un dolce povero fatto con una sorta di frittatine sottilissime, ripiene di ricotta condita con zucchera, limone grattugiato e cannella, e arrotolate: in pratica le antenate dei cannoli.

Per finire i pizziati, dolci di pasta frolla fatta con farina biologica, zucchero, uova e olio extravergine, farciti con un impasto di marmellata di fichi, mandorle tostate, miele e scorza d’arancia.

Se il buongiorno si vede dal mattino… Grande #SiciliaEP18!

 

Rosso fragola

fragole-990x470-cTutti le conoscono e, in un certo senso, tutti sanno quali sono le loro proprietà. Turgide, rosse, dolci e saporite, dal profumo di primavera: ma quanto sono buone le fragole? Ricche di acqua, con un buon contenuto di vitamina C e sali minerali: fanno anche bene… Siamo nel periodo giusto per goderci questo piccolo frutto, vediamo di approfittarne non solo per deliziarci il palato. Continua a leggere

Fico Eataly: al Tiramisùday vince Treviso

Beccherie-treviso-tiramisuLa notizia, come molte del resto, mi è arrivata tramite l’ufficio stampa della manifestazione, ma siccome non sono potuta andare di persona al Tiramisùday (nome orribile ma non l’ho inventato io) mi devo accontentare.

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