Perché non bere Rosati?

mille-sfumature-di-roséLa primavera è arrivata e dovrebbe portare con sé il consumo di un tipo di vino che però è forse il più effimero tra i vini, il rosato.

Storicamente i vini rosati portano con loro una sorta di maledizione, quella di essere considerati nella migliore delle ipotesi la serie B della produzione di rossi (una specie di scarto) e nella peggiore un miscuglio di bianco e rosso (cosa peraltro vietata dalla legge). Un vero peccato, perché le tecniche di produzione sono talmente migliorate che all’interno di questa tipologia si trovano delle vere perle (sebbene, occorre dirlo, ci siano ancora moltissimi vini poco più che corretti, ben fatti ma privi di personalità).

Negli ultimi anni, per una serie di fattori diversi, di rosati si parla di più e il consumo in Italia è in lieve crescita, grazie soprattutto al boom degli spumanti rosati, che trascinano un po’ con loro tutta la categoria; grazie ai francesi, i più grandi consumatori di Rosé al mondo, che stanno “obbligando” i produttori italiani a dedicarsi a questo tipo di produzione; e grazie a un modo di cucinare più leggero, che vede sempre più difficile l’abbinamento con i rossi, quanto meno nei pasti meno complessi. Per le sue caratteristiche organolettiche, infatti, il rosato è il vino che meglio si sposa alla cucina attuale, che spessissimo richiede freschezza e fragranza, le due doti naturali di questa tipologia di vino.

Le caratteristiche tecniche di questi vini, in particolare la ridotta quantità di fenoli e di estratto dovuta al metodo di vinificazione, non consentono generalmente grandi invecchiamenti e conviene il consumo entro l’anno. (Sono principalmente i rosati della Provenza che reggono 2-3 anni e del resto in Francia la cultura dei rosé è molto più radicata che in Italia, ne sono i maggiori estimatori e consumatori: prova ne sia il fatto che nelle zone dove c’è turismo francese, i consumi sono superiori alla media nazionale).

Abbiamo detto che le caratteristiche principali dei rosati sono la piacevolezza, la freschezza e la delicatezza dei profumi nonché il contenuto grado alcolico, tutte qualità particolarmente apprezzate. Bisogna però ricordare “l’esistenza” di questi vini, perché se vengono bevuti volentieri, è altresì vero che spontaneamente è difficile che vengano in mente.

Pizza-e-ChiarettoÈ cosa nota che un Rosé è il miglior accompagnamento di un piatto di prosciutto e melone, l’antipasto più gettonato nella stagione che si sta aprendo. Ma per via della sua morbidezza, superiore a quella di un bianco, e della sua apprezzabile acidità, un rosato è il miglior compagno di tutti i primi piatti con il pomodoro o della pizza nelle sue infinite preparazioni. Per via della struttura superiore a quella di un bianco accompagna bene le preparazioni a base di pesce più ricche, quali le zuppe, il pesce arrosto ben condito e aromatizzato o pesci saporiti come le triglie alla livornese. È adatto alle carni bianche, dal pollo alla diavola al coniglio al tegame, solo per citare due classici. Ma lega pure con i funghi, con i formaggi freschi, i salumi e i piatti a base di verdure, soprattutto quelle preparazioni al forno particolarmente in voga nei mesi estivi, dalla parmigiana di melanzane ai pomodori col riso, dalle torte rustiche o gli sformati.

Allora buttiamoci, in Italia oltre alle zone di produzione classiche come il Lago di Garda (sia nella sponda veronese, con il Bardolino Chiaretto, che in quella bresciana con il Valtenesì Chiaretto) o l’Abruzzo con il Cesaruolo da montepulciano o il Salento, con i rosati da negroamaro, ormai si può trovare di tutto: dal Piemonte alla Sicilia i produttori si stanno cimentando nel vinificare in rosato le uve autoctone più tipiche. Troviamo dal sangiovese in Toscana al nerello mascalese in Sicilia passando per un’infinita gamma di altre possibilità.

L’italia è il secondo produttore al mondo di rosati (dopo la Francia) ma un fanalino di coda nel consumo. sarebbe ora che anche noi ci appropriassimo di questa tipologia e la facessimo entrare nelle nostre corde.

9 thoughts on “Perché non bere Rosati?

  1. Manca una cultura del rosato , forse viene considerato un vino insipido , o un vino anomalo , una distorsione ….. Niente di più errato ! Fare rosato richiede una sensibilità superiore , non fosse altro che per gestire la spremitura al raggiungimento del colore giusto ! E poi ? Se no altro la breve macerazione sulle bucce dona profumi molto particolari e delicati , e tante cose ancora , certo trattiamo di rosati fatti con cura e non prodotti meramente commerciali da due soldi !!!

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  2. buongiorno, con me sfondi una porta apertissima!! è incomprensibile , prima di tutto perché (molti) sono buoni, poi perché si abbinano perfettamente a tanti piatti della cucina italiana (dove c’è il pomodoro, sui salumi, etc) e orientale. chi lo sa se ce la faremo!

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    • Mi auguro proprio di sì. Trovo stupido privarsi di un buon vino per colpa di pregiudizi vari… poi è ovvio che ognuno potrà trovare quello che gli piace di più, ma la scelta è tanta. Io insisto :).

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