Allarme Coldiretti, filiera del cibo in mano a poche multinazionali

2017-10-22-09-15-52-12357619181235761918.jpegQuando capita di leggere (in questo caso su un comunicato dell’Ansa) che il 90% del mercato mondiale dei cereali è in mano quattro big e il 60% delle sementi a tre società non si può restare indifferenti. È quanto denunciato da Coldiretti al Forum Internazionale dell’agricoltura e dell’Alimentazione. Ecco l’articolo.

“Non sono mai stati così pochi i ‘padroni’ del cibo, con il potere concentrato nelle mani di un pugno di multinazionali che controllano la filiera alimentare mondiale, dalle sementi ai pesticidi, dalla trasformazione industriale alla distribuzione commerciale”.

È l’allarme lanciato dalla Coldiretti nel rapporto Ipes-Food presentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, nel ricordare gli ultimi sviluppi di acquisizioni e alleanze nel settore: Whole Foods Market è passato nelle mani di Amazon, Google si è alleato con con Walmart, leader mondiale della distribuzione alimentare, mentre sul mercato delle sementi e dei pesticidi sono in corso le megafusioni Dow-Dupont, Bayer-Monsanto e ChemChina-Syngenta.

“Il miliardo e mezzo di produttori agricoli mondiali – aggiunge Coldiretti – è dunque stretto in una tenaglia da pochi grandi gruppi multinazionali che dettano le regole di mercato nella vendita dei mezzi tecnici necessari alla coltivazione e all’allevamento nelle aziende agricole, a partire dalle sementi, ma anche nell’acquisto e nella commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentare”.

“La perdita di potere contrattuale – continua la Coldiretti – si traduce in difficoltà economiche e occupazionali per gli agricoltori a livello globale. Inoltre, l‘elevata concentrazione mette a rischio anche la libertà di scelta dei consumatori e gli standard di qualità e sicurezza alimentare, oltre che la stessa sovranità alimentare dei vari Paesi”.

Al termine delle mega fusioni in atto tra Dow-Dupont, Bayer-Monsanto e ChemChina-Syngenta (alle quali si aggiunge la pianificata fusione con Sinochem nel 2018), tre sole società – prosegue la Coldiretti nel rapporto presentato al Forum dell’Agricoltura e Alimentazione – potrebbero controllare più del 70% dei prodotti fitosanitari per l’agricoltura e più del 60% delle sementi a livello globale. Inoltre, circa il 90% del mercato globale dei cereali e’ controllato da soli quattro gruppi mondiali, vale a dire ADM-Archer Daniels Midland (USA), Bunge (USA), Cargill (USA), Louis Dreyfus Commodities (Francia), mentre nella trasformazione alimentare si stima che le 10 più grandi aziende di cibo e bevande possiedano il 37,5% della quota di mercato mondiale delle prime 100. Nella distribuzione organizzata i 10 più grandi rivenditori di generi alimentari coprono il 29,3% delle vendite mondiali, che ammontavano in totale a 7,5 mila miliardi di euro, con il primo gruppo Walmart che fattura da solo 262,5 miliardi di dollari. “Il risultato – conclude Coldiretti – è che per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti, meno di 15 centesimi vanno a remunerare il prodotto agricolo, mentre il resto viene diviso tra l’industria di trasformazione e la distribuzione commerciale che assorbe la parte preponderante del valore. Inoltre, il prezzo di un prodotto aumenta quasi sette volte dal campo alla tavola per colpa delle distorsioni e delle speculazioni lungo la filiera”.

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