Château Lafite ’59 (Boogie)

chateau-lafite-rothschild-pauillac-franceGli strani casi della vita. Domenica scorsa eravamo a Milano per la presentazione della Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2018 by DoctorWine e nella pausa tra la premiazione e l’inizio della degustazione si intrecciavano chiacchiere, battute e ricordi di grandi bevute.

 A un certo punto Silvano Prompicai, meglio noto come “il mitico Prompi” (grande esperto di musica oltre che di vino) lancia una provocazione: “Chi di voi sa che esiste una canzone intitolata proprio Château Lafite ’59? e chi la cantava?” Non nego che a questa frase è seguito un attimo di silenzio, sottolineato dal suo vocione tonante che ribadiva: “Sì sì, è proprio il titolo, non una citazione nel testo”. Cui ha fatto seguito un leggero sberleffo: “Si tratta di Foghat, l’album era Rock and Roll Outlaws ed è uscita nel 1974″.

Lo confesso: mai sentita in vita mia, almeno fino a quel momento perché poi, ovviamente, quando ho avuto un attimo di tempo l’ho cercata e, altrettanto ovviamente, l’ho trovata su YouTube. Potete ascoltarla qui sotto, se anche voi siete curiosi come me, ma anticipo che è – appunto – un boogie, un classico rockettone anni Settanta, o almeno così è parso a me, con una grande chitarra (questo devo ammetterlo). Ma se cercate una qualche attinenza con quella sublime bottiglia rimarrete delusi.


Non so cosa mi aspettassi, ma non quello, sebbene in realtà esattamente quello mi sarei dovuta aspettare, visto l’autore. Ma la domanda è legittima: cosa c’entra Château Lafite? La cosa assurda, infatti, è capire quale sarà mai l’attinenza del titolo con il testo della canzone. Il mitico vino non è citato mai, ma anzi, al contrario, nella prima strofa si dice:

“Oh what a night, sure had a real good time,
You drink whiskey, I’ll drink cheap red wine.”

Cheap? a buon mercato? dubito che si possa riferire allo Chateau Lafite che, per la cronaca, ai giorni nostri si trova in vendita a circa 3.500 euro la bottiglia se non pensiamo di passare per le aste, nel qual caso ci possiamo fare una risata: nel 2013, ad un’asta di Christies’s a New York, una cassa di Chateau Lafite-Rothschild 1959 è stata battuta a 44.100 dollari, cioè la bellezza di 7.350 dollari a bottiglia.

Nel finale, dopo lo sballo legato all’alcol, il cheap diventa “my red wine“, il che è più consono, ma insomma, non ho trovato il senso di dedicare quel sound e parole del genere a quel vino. Vino che peraltro, personalmente non ho mai assaggiato purtroppo, ma che ovviamente ho sentito decantare con i toni sacrali di chi evoca un fenomeno mistico.

Se qualcuno mi può aiutare a capire tutto ciò si faccia avanti…

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