Rossi, gialli o verdi, la bandiera del gusto

peperoniParliamo di peperoni, naturalmente. Quell’ortaggio che è il simbolo dell’estate, del caldo, del sole. Che sono proprio le condizioni che predilige per crescere, quelle da cui proviene e quelle di cui si bea prima di beare le nostre tavole.

Arrivato in Europa dopo la scoperta dell’America, il peperone si è ambientato al nostro clima prima ancora che alla nostra cucina, per poi diventarne uno degli ortaggi cardine, al punto che è l’ingrediente principale di moltissime ricette regionali, dalla piemontese bagna cauda alla meridionalissima peperonata.

Appartenente alla famiglia delle Solanacee, al genere Capsicum, il peperone è il Capsicum annuum, più che una pianta un gruppo di varietà la cui differenza maggiore riguarda la separazione tra il frutto dolce e quello piccante. Quello che mangiamo normalmente è il dolce e i tipi (poi con infinite varietà tra i quadrati e gli allungati) sono in realtà rosso e giallo, visto che il verde non è altro che il frutto colto quando ancora non è maturo.

Oltre ad essere gustoso, il peperone è anche salutare, infatti è l’ortaggio che, lasciato crudo, ha una presenza di Vitamina C superiore anche agli agrumi, il che sottolinea le sue proprietà antiossidanti.

Ma procediamo con ordine. Il peperone, come quasi tutte gli ortaggi, è caratterizzato da un basso  apporto energetico: le sue calorie provengono principalmente dal fruttosio e non superano le 30 calorie per etto (molte meno, solo 21, nei peperoni verdi che ovviamente, non essendo ancora maturi, contengono meno zuccheri). Dicevamo dell’elevato apporto di vitamina C (183,5 mg/h nei peperoni gialli, un po’ meno – 127,7mg/h – nei rossi e meno della metà nei verdi), ma è buono anche il contenuto di sali minerali, soprattutto il potassio ma anche magnesio, ferro e calcio. C’è poi da sottolineare la ricchezza di betacarotene e di altri carotenoidi, contenuti in misura maggiore nei peperoni rossi. Ed è bene sapere che il nostro organismo assorbe più facilmente il betacarotene se associato ai lipidi, quindi un bel cucchiaio di olio per condire i peperoni aiuta. Per il resto, acqua (92%), fibra (2%) e vitamine del gruppo B chiudono il quadro nutrizionale.

Controindicazioni al consumo? La nota “pesantezza”, cioè la difficoltà che alcuni incontrano nella digestione. A ben vedere, non è la polpa che risulta indigesta, bensì la “pelle”, cioè il complesso fibroso che la riveste. Basta quindi eliminare quella e il livello di digeribilità dei peperoni diventa pari a quello di qualsiasi altra verdura.

 

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