#GuidaEssenzialeDW 2017, back stage

È andata. La presentazione della Guida Essenziale ai Vini d’Italia di Daniele Cernilli – DoctorWine, di cui sono caporedattore, è stata fatta sabato a Milano ed è stato un bel successo. Speriamo che la presentazione di Roma, in programma il 23, sia una sorta di replica in quanto a partecipazione qualificata. Adesso dobbiamo solo aspettare di vedere come andranno le vendite in edicola, in libreria e on line.

Che dire? Anche se è già la terza edizione, sono emozionata e felice, perché so che abbiamo fatto un buon lavoro e vedere che i risultati ci sono è una soddisfazione. La “maledetta” guida, infatti, mi costa le vacanze, dal momento che la chiudiamo in redazione nei mesi di luglio ed agosto (che diventano i mesi più duri dell’anno, in quanto a ritmi lavorativi sostenuti) e già questo basterebbe a farmi detestare un eventuale fallimento.

Ma non è solo questo, ovviamente, è un lavoro che facciamo con passione e con tutti i sentimenti, quindi la guida è un po’ nu piezz’ ‘e core, anzi due, visto che chiudiamo contemporaneamente insieme alla versione italiana anche quella in inglese. Il clima in redazione è frenetico e ci tengo a ringraziare Iolanda Maggio, la segretaria di redazione, e Stefania Serra, la grafica, perché sono instancabili e comunque sorridenti, anche quando la mole di lavoro sembra troppa. In realtà il clima di complicità e di sostegno che si crea è bellissimo e, a ben pensare, sono proprio le persone con cui lavori che ti fanno amare il lavoro che fai.

Se penso a quante risate ci siamo fatte, nella frenesia e nella stanchezza, nel leggere alcune schede… Permettetemi di condividere con voi alcuni degli “strafalcioni” che ci sono capitati tra le mani. Nella fretta di consegnare il lavoro, si sa, anche i collaboratori non hanno tempo di rifinire quanto scrivono (il famoso labor limae di catulliana memoria, insomma, lascia un po’ a desiderare…). E poi ci teniamo molto alla loro competenza tecnica, quindi spesso questo va a discapito delle capacità scrittorie.

Ed ecco qui il podio del best before editing:

  1. La sindrome del petaloso ha colpito duro: mi sono ritrovata vini dal gusto cacaoso, acciugoso, anicioso, liquorizioso, ciliegioso, fruttoso, marmellatoso, cioccolatoso… e chi più ne ha più ne metta.
  2. Come li vedete vini “carne e sangue“oppure “terra e ruggine”?
  3. E vogliamo parlare dei turbinati che vengono colpiti dall’intensità di un qualche profumo?

Non vi preoccupate, non troverete queste perle nella guida stampata.  😉

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