I trend alimentari del futuro

salutismoL’altro giorno ho ricevuto un interessante comunicato da parte di Assolatte (l’associazione delle imprese italiane che operano nel comparto lattiero-caseario) che comunicava i risultati di un monitoraggio effettuato da parte dell’Osservatorio Assolatte su tutti i principali studi internazionali sul food trend-setting.

L’intento di questo lavoro era capire se cambiavano, e come cambiavano, i trend di consumo a tavola. Non solo sull’onda di mode del momento ma anche in virtù di un diverso approccio all’alimentazione, alla cucina e alla nutrizione.
Questi i macro-trend individuati, quelli che guideranno sempre più il nostro modo di alimentarci nei mesi a venire. Almeno secondo quando riscontrato.

Il primo si potrebbe racchiudere sotto un’unica etichetta diciamo “naturalistica“, ma si divide in 3 filoni:

#Clean label: Le “etichette pulite” offrono trasparenza, permettono di riconoscere i prodotti più naturali e, quindi, più rassicuranti, al di là degli slogan del marketing e i falsi miti alimentari. Mettono l’accento sull’origine naturale e genuina dei prodotti alimentari, valorizzano le aziende che investono per poter offrire alimenti più sani e meno lavorati e rispondono alle aspettative di consumatori sempre più informati ed esigenti.

#Salutismo : Sempre più diffusa la tendenza verso un’alimentazione che, senza trascurare il piacere del palato, aiuti a stare bene, nel senso più ampio del termine. Il benessere è l’oasi in cui ci si rifugia alla ricerca di una vita migliore, più ricca di energia. E così, se da un lato aumenta il disordine alimentari e il ricorso alle trasgressioni del junk food, dall’altro lato cresce la ricerca di cibi più salutari.

#Bio&Tipico: No ai prodotti troppo elaborati o sofisticati. Sì a quelli ispirati alla tradizione, rispettosi delle materie prime, sostenibili e biologici. Un atteggiamento di consumo che caratterizza soprattutto i millenial e le nuove generazioni, e che accomuna tutti i Paesi occidentali.

 

C’è poi quello che riguarda più strettamente la salute, con maggior attenzione alle questioni nutrizionali:

#Free from: Cresce il numero di prodotti (e quindi il mercato) che tiene conto di allergie o intolleranze alimentari. Dopo il boom dei prodotti senza glutine, aumentano pure quelli senza lattosio, coinvolgendo anche i consumatori che hanno solo una parziale carenza di lattasi (l’enzima necessario a digerire il lattosio) o, pur non essendone carenti, preferiscono comunque “non appesantirsi”. Discorso leggermente diverso per i prodotti palm free che si sono sviluppati soprattutto dopo la conferma scientifica che l’olio di palma è dannoso per la salute.

#Proteine sì: L’Europa occidentale è l’area geografica dove si consumano più proteine e il fenomeno non accenna a diminuire. Almeno a giudicare dall’interesse con cui vengono accolti i nuovi prodotti posizionati come “ricchi di proteine” o arricchiti con esse.

 

Gli ultimi due trend riguardano invece aspetti più edonistici o pratici:

#Cucina gournet: Gli chef continuano a essere considerati dei guru, persone capaci di trasmettere un sapere multisensoriale, con forte radici nel passato ma capace al contempo di sfruttare tutte le implicazioni e i ritrovati della moderna tecnologia. Affascina di questi personaggi pubblici la loro abilità creativa, ma anche la capacità quasi alchemica di trasformare ingredienti e materie prime, che nelle loro mani diventano nuove esperienze del palato.

#Tailor made: Personalizzazione e contaminazione: dall’incontro tra queste due tendenze nascono alimenti unici, “nuovi” nella loro capacità di reinterpretare la tradizione per andare incontro alle esigenze di particolari target di consumatori, soprattutto di altre culture (sia che si parli di vegetariani o di vegani, sia di stranieri). Ne sono un ottimo esempio, in Italia, i formaggi realizzati con caglio vegetale come i prodotti certificati Kosher e Halal.

#Convenience: Servizio, comodità, praticità sono fattori essenziali nella scelta di cosa mettere nel carrello della spesa. Non si tratta più, come in passato, di semplici soluzioni salva tempo: ora i consumatori chiedono anche che gli alimenti siano saporiti e con il giusto profilo nutrizionale. Quindi prodotti gustosi ma possibilmente proposti in versioni ready-to-eat, sotto forma di snack, in confezioni monoporzione o “portatili”, perfette per un consumo on the go o per la pausa pranzo fuori casa.

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