Mangiamo troppo e male

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Fernando Botero, Adamo ed Eva (1998)

Da parte di molti di noi è quasi diventato un vezzo dire “mi devo mettere a dieta”. La maggior parte di noi è consapevole del fatto di mangiare più di quello che consuma, ma alla fine non sembra un grosso problema. Si parla di maniglie dell’amore, dell’età che avanza, della mancanza di tempo da dedicare allo sport e si riparte col mantra “dovrei mettermi a dieta”.

Ebbene, è ora che la questione si inquadri dal lato giusto. Non si tratta di un vezzo, ma di un serio problema legato al nostro stile di vita e al regime alimentare. I dati ci vengono forniti da un recente studio dell’Imperial College di Londra, pubblicato nel numero di aprile dalla rivista The Lancet, che ha coinvolto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e oltre 700 ricercatori nel mondo.

Nel mondo ci sono ormai 641 milioni di persone obese o in sovrappeso (dato 2014), quasi 6 volte tante di quante ne erano state registrate nel 1975: 105 milioni. In soli 40 anni l’aumento è stato talmente vertiginoso da essere stato definito da parte dei ricercatori come “epidemia di obesità”: è interessato il 13% della popolazione mondiale adulta ed è indispensabile prendere provvedimenti, raccomandando una corretta alimentazione e la pratica, anche leggera ma costante, di un’attività fisica.

Se si guarda la situazione tra gli adolescenti il quadro non migliora affatto. “L’aumento della sedentarietà di bambini e adolescenti desta allarme – denuncia l’Oms –  Solo il 34% degli adolescenti europei di età compresa tra 13 e 15 anni è fisicamente attivo ai livelli consigliati dalle nostre linee guida. Ciò contribuisce all’aumento dei bambini sovrappeso e obesi in Europa, soprattutto tra le fasce socioeconomiche più deboli. Sempre guardando all’Europa – prosegue ancora l’Oms – tra le persone di età superiore ai 15 anni, sei su dieci non fanno mai esercizio o sport. Gli italiani sono tra i più sedentari, con il 60% che dichiara di non fare mai sport o attività fisica, contro una media europea del 42% e un primato, quello della Svezia, che si ferma al 9%”.

In previsione della Giornata Europea contro l’Obesità di sabato 21 maggio, gli esperti dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano (Ogp) hanno realizzato uno studio in Italia sul rapporto tra tipo di alimentazione e peso corporeo, studio che ha coinvolto 5mila persone.

Le abitudini alimentari emerse rivelano come una grossa fetta della popolazione italiana non osservi quelle che sono le linee guida della corretta alimentazione. Infatti si registra uno scarso apporto di verdure – il 38,7% del campione non mangia due porzioni di verdura al giorno e la cattiva abitudine è prevalente maschile (45% rispetto 32%) – analoga situazione per la frutta – con il 27% degli intervistati che non mangia due frutti al giorno. Non siamo messi meglio con il pesce – il 45% non ne mangia due volte a settimana – o con i cereali integrali – non sono utilizzati dal 65% degli intervistati. I dolci sono utilizzati da entrambi i sessi senza particolari differenze in quantità. Di queste persone il 56% è in sovrappeso o obeso.

Le cattive abitudini degli intervistati si possono riassumere così:

  • il 10% non fa la prima colazione
  • il 20% mangia davanti alla televisione o al computer
  • il 25% ha l’abitudine all’aperitivo che è quasi sempre accompagnato da un buffet
  • più del 50% fa pasti veloci e dissociati (consuma un pasto completo ed equilibrato – primo e secondo con le verdure e la frutta – il 16% a cena e il 10% a pranzo)
  • il 60% non guarda le etichette nutrizionali e non si informa sulle caratteristiche dei prodotti nutrizionali
  • il 40% consuma alcolici, prevalentemente vino
  • la maggior parte beve poca acqua, senza raggiungere l’1,5 litri consigliati al giorno.

Un altro dato preoccupante dall’indagine è che il 43% del campione passa quotidianamente più di 4 ore davanti alla televisione o ai giochi elettronici, mentre l’attività quotidiana in casa è minima. Se a questo si aggiunge un’attività lavorativa sedentaria (metà degli intervistati) emerge chiaramente un indice di massa corporea elevato: per il 50% di costoro è superiore a 25, limite oltre il quale la persona è considerata sovrappeso. La tendenza al sovrappeso e obesità aumenta per chi è disoccupato o senza lavoro, oppure in pensione.

La sedentarietà è molto diffusa nella nostra popolazione e l’attività fisica regolare è scarsa – spiega Maria Letizia Petroni, presidente lombarda dell’Associazione Italiana di Dietetica (Adi) e coordinatrice dell’Ogp – È quindi fondamentale diffondere una sana alimentazione e un corretto stile di vita, promuovendo la Dieta Mediterranea abbinata ad una attività fisica regolare: per gli adulti è di almeno 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica d’intensità moderata, praticata per almeno 10 minuti consecutivi, secondo le linee guida di Sio (Società Italiana Obesità) e Adi”.

I consigli degli esperti dell’Ogp:

  1. Raggiungere i 10.000 passi al giorno (utilizzando anche il contapassi)
  2. Bere più di 1.5 litri acqua al giorno (almeno 8 bicchieri)
  3. Consumare 5 porzioni di frutta e verdura al giorno
  4. Introdurre alimenti integrali
  5. Limitare i grassi animali e preferire l’olio di oliva
  6. Assumere pesce almeno tre volte alla settimana
  7. Inserire 1-2 porzioni di latticini al giorno (latte/yogurt)
  8. Utilizzare almeno 2 volte alla settimana i legumi come fonte proteica
  9. Limitare il sale aggiunto
  10. Pesarsi regolarmente

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