Cara, vecchia Sambuca

Tra i liquori che tanto piacevano ai nostri nonni e che poi, negli anni, ha sofferto un po’ del disamore dei consumatori, c’è la Sambuca. Probabilmente un antenato della nostra Sambuca veniva prodotto già dagli Etruschi e, in una forma più simile all’attuale, fu diffuso nei conventi del Medioevo.

pooring-shots-sambucaIn ogni caso, la sua storia così come la conosciamo oggi comincia alla fine dell’Ottocento, con la nascita delle prime distillerie nella zona di Civitavecchia, ma in seguito ai massicci bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale, gran parte degli alambicchi, dei bollitori, delle vasche di infusione e dei depositi di erbe per la produzione di sambuca furono distrutti. Non tutti, fortunatamente, e così la produzione prosegue ancora ai giorni nostri.

Quando parliamo di Sambuca intendiamo un distillato a base di oli essenziali di aneto e anice stellato, aromatizzati da fiori di sambuco (da cui il nome), con alcool, zucchero ed acqua. Si parte cioè da un’infusione di questi ingredienti, arricchiti anche da cortecce e frutti di erbe aromatiche, che restano a macerare per una intera nottata, prima di essere distillati. La distillazione avviene ancora oggi tramite un antico alambicco di rame datato 1905: l’infuso viene portato ad ebollizione e poi raffreddato mediante passaggio all’interno della serpentina in rame provvista di intercapedine contenente acqua fredda. Il distillato, dopo essere stato filtrato, viene aggiunto – in ragione del 6% circa – a una soluzione di sciroppo di zucchero e di alcol a 95° e successivamente imbottigliato senza ulteriori trattamenti.

Ecco quindi il nostro liquore dal colore trasparente, gradazione alcolica di 40-43°, spiccato aroma di anice e gusto dolce, generalmente consumato come digestivo o usato come ingrediente aromatizzante di alcuni dolci. Tradizionalmente ha un certo legame col caffè: spesso si usa mettere un chicco di caffè (la cosiddetta “mosca“) nel bicchiere; alcuni – vecchia usanza – con una spruzzata di Sambuca “correggono” l’espresso e inoltre, accanto al tipo bianco, più noto, ne esiste anche una qualità detta “nigra“, aromatizzata appunto al caffè (o al cioccolato).

Nella moderna arte miscelatoria, la sambuca è utilizzata come ingrediente di diversi cocktail, come il:

Baileys-Shakerato

Black Music

1/10 crema di whisky, 3/10 caffè di pura arabica, 4/10 sambuca, 2/10 Tia Maria e per guarnire polvere di caffè e alcuni chicchi di caffè.

Si prepara nello shaker con cubetti di ghiaccio cristallino. Agitare vigorosamente e servire nella doppia coppetta da cocktail ben fredda. Guarnire con polvere e chicchi di caffè.

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6 thoughts on “Cara, vecchia Sambuca

  1. Come ben sai la Sambuca nel caffè, in maniera “corretta” (giusta-dose e calda) è per me uno dei piccoli piaceri della vita. La chiusura del pasto ideale specialmente per chi come noi è sempre al ristorante. La scusa è quella di non usare lo zucchero che FA MALE … ma in realtà è anche il modo per migliorare il caffè quando risulta assai poco performante.
    alessandro

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