Il tradimento della volatile

Puzza vinoTorniamo ancora una volta sull’argomento dei vini cosiddetti naturali non per dargli addosso (ce ne sono di veramente buoni) ma neanche per osannarli: quell’aggettivo, che denota vini le cui uve sono coltivate secondo i dettami dell’agricoltura biologica o  biodinamica e le cui tecniche di cantina limitano al massimo l’intervento di pratiche enologiche “forti”, non è necessariamente sinonimo di “qualitativamente buono”. Come sempre, ci limitiamo a scrivere di alcune cose che abbiamo notato nel corso di svariate degustazioni. Continua a leggere

Mangiamo troppo e male

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Fernando Botero, Adamo ed Eva (1998)

Da parte di molti di noi è quasi diventato un vezzo dire “mi devo mettere a dieta”. La maggior parte di noi è consapevole del fatto di mangiare più di quello che consuma, ma alla fine non sembra un grosso problema. Si parla di maniglie dell’amore, dell’età che avanza, della mancanza di tempo da dedicare allo sport e si riparte col mantra “dovrei mettermi a dieta”.

Ebbene, è ora che la questione si inquadri dal lato giusto. Non si tratta di un vezzo, ma di un serio problema legato al nostro stile di vita e al regime alimentare. I dati ci vengono forniti da un recente studio dell’Imperial College di Londra, pubblicato nel numero di aprile dalla rivista The Lancet, che ha coinvolto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e oltre 700 ricercatori nel mondo. Continua a leggere

Vai ad Austin? Non perderti La Barbecue

La Barbecue 01di Silvia Pelucchi Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare dalla capitale del Texas, Austin ha poco della città di frontiera, patria dei cowboy e delle città fantasma. I suoi grattacieli sono eleganti e glaciali come quelli di New York, le sponde del Colorado River, che la attraversa, sono verdi di alberi piuttosto che rossicce e fangose, e il centro cittadino è pieno di locali con band che suonano dal vivo. Non si tratta di una città polverosa sotto il sole cocente del sud, ma di una metropoli di notevole estensione brulicante di vita – e perfettamente consapevole di esserlo. È sede di una delle migliori università pubbliche degli Stati Uniti, e una delle città più acculturate del Paese, con una forte tradizione teatrale e cinematografica sfogata tramite festival e stagioni impressionanti – ed è una città che ha cocciutamente tenuto fede al suo autoproclamato motto “Keep Austin weird” = “Continuate a rendere Austin bizzarra”, nato in rivolta alla cultura consumeristica e corporativista a favore di piccole imprese locali. Continua a leggere

Mozzarella: se di bufala campana è Dop

mozzarellaSappiamo tutti quanto sia appetitoso e fresco un bel piatto di “caprese”, fette di mozzarella di bufala alternate a fette di pomodoro, foglie di basilico e un filo di olio extravergine di oliva. Un piatto da re, soprattutto se la mozzarella è garantita dal marchio Dop, cioè a denominazione di origine protetta. Continua a leggere

Zafferano, il giallo che fa bene

ZafferanoSarà che il suo colore mette allegria, sarà che il gusto è familiare pur avendo qualcosa di esotico, fatto sta che lo zafferano piace, “creando” quel giallo-oro acceso che ravviva i piatti e fa festa.

Del resto, sembra che le prime ricette con lo zafferano (la più famosa delle quali è il risotto alla milanese) siano state inventate alla mensa viscontea per ricordare – anche nei piatti che venivano portati a tavola – la ricchezza della corte. E non a caso il più grande dei cuochi italiani degli ultimi decenni, Gualtiero Marchesi, portò alla sublimazione questo concetto mettendo una lamina d’oro (commestibile) al centro del suo risotto allo zafferano: oro al quadrato.

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Cara, vecchia Sambuca

Tra i liquori che tanto piacevano ai nostri nonni e che poi, negli anni, ha sofferto un po’ del disamore dei consumatori, c’è la Sambuca. Probabilmente un antenato della nostra Sambuca veniva prodotto già dagli Etruschi e, in una forma più simile all’attuale, fu diffuso nei conventi del Medioevo.

pooring-shots-sambucaIn ogni caso, la sua storia così come la conosciamo oggi comincia alla fine dell’Ottocento, con la nascita delle prime distillerie nella zona di Civitavecchia, ma in seguito ai massicci bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale, gran parte degli alambicchi, dei bollitori, delle vasche di infusione e dei depositi di erbe per la produzione di sambuca furono distrutti. Non tutti, fortunatamente, e così la produzione prosegue ancora ai giorni nostri. Continua a leggere